L’era del Socialware

Postato da Clyde in Analisi & Riflessioni, Marketing & Comunicazione, Social Media e Web 2.0

Riporto qui di seguito l'articolo con cui presento Socialware, il blog su Social Media e dintorni che ho appena lanciato.

Possiamo prenderla come una provocazione, ma i mass-media sono morti. O, perlomeno, sono palesemente agonizzanti. Scalpitano per cercare di sopravvivere, cercano di adeguarsi alla modernità, si confondono. Ma la concezione originale/storica del termine, ovvero quel sistema dis-aggregato di tecnologie che veicolano comunicazione in una logica "Push", "Broadcast", da uno a molti (o meglio, da pochi a molti) sta per essere definitivamente superata. Questa è l'età della comunicazione da molti a molti, della fruizione "pull" dei contenuti (li scelgo, non li subisco) e della fusione delle funzioni dei vecchi media in un'unico media globale e capillare.
Contrariamente a quanto spesso viene sostenuto, non è stata la nascita di Internet come medium a decretare il superamento effettivo dei media tradizionali: la Rete ha solo (solo?) fornito la tecnologia e il territorio per ripensare gli strumenti del comunicare, per abbattere le ultime barriere che lo spazio e il tempo imponevano alle relazioni umane. …Continua »

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Trentenni in viaggio

Postato da Clyde in Analisi & Riflessioni, On the Road, Vita da Clyde

Cuba Claudio Vaccaro PhotoNon c'è niente da fare, il viaggio ti rimette a posto. Leggo il testo della canzone della frangetta e penso a come siamo (siamo, siamo, mi ci metto anche io, tranquilli) totalmente schiavizzati dagli oggetti e dalle consuetudini. Totalmente assorti nel mondo che ci siamo costruiti (o ci hanno costruito?) e in cui ci sentiamo bene perchè sembra di avere tutto sotto controllo. Pedine perfettamente funzionanti, ingranaggi oliati che girano senza un perché apparente. Consumiamo cose, consumiamo noi. Ci diamo immagini di nicchia, facciamo quelli sopra le righe. E invece siamo dentro le righe più degli altri. Poi vai in un posto a diecimila chilometri dai loft, dall'indie rock e dal messenger e ti senti per forza stupido. Come puoi pensare allo Ied e a Brera quando un settantenne prende sua moglie e la fa roteare per strada al ritmo di una salsa che smuoverebbe pure quel legno di Liuk? Come fa a mancarti il sex-appeal inorganico del Machintosh e degli I-Pod quando vedi partite di baseball in strada con bastone e un tappo di bottiglia immaginata palla? Dimentichi l'esigenza impellente di comunicare tutto a tutti. Siamo diventati broadcast, siamo delle radio che trasmettono, non ascoltiamo più nulla. E invece là comunichi con una persona per volta. Scopri le vite che stanno dietro alla gente. Parli e ascolti. Inizi quasi a sentirti bene, liberato dalle sovrastrutture. Forse salvi il cellulare, l'unica àncora di "salvezza". Ti rendi semplicemente conto che staremmo bene con la metà delle stronzate che ci riempiono il tempo e ci svuotano le tasche. Per carità. Non che sia invidiabile un posto dove ti interrogano se ti scappa di dire che il capo è un po' biricchino. Dove compili un mese di carte bollate per sperare di farti due mesi fuori dall'Isola, a vedere il mondo. Però i sorrisi dicono tutto a volte. I bambini di qui non sorridono, si incazzano. I bambini di là giocano per strada. Le donne sono donne. Mica uomini. Il cibo è povero ma sa di cibo, non di glutammato di sodio e genetica spicciola. E' più facile dare il peso giusto alle cose quando i riferimenti crollano. Non c'è niente da fare, il viaggio ti rimette proprio a posto. Ah, dimenticavo: qualcuno sa che danno domani allo spazio Oberdan? Le mie foto di cuba stanno su Flickr. :-)

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Politica e Web 2.0

Postato da Clyde in Analisi & Riflessioni, Economia, politica & società, Marketing & Comunicazione, Social Media e Web 2.0

In America già l'hanno capito (barackobama.com, hillaryclinton.com). In Francia pure. In Italia siamo ancora indietro, ma a piccoli passi (vedi gli ultimi "exploit" su Web di Di Pietro) lo capiranno. I politici stanno realizzando che i metodi di persuasione politica cambiano, forse sono già cambiati, sicuramente possono essere migliorati proprio grazie a ciò che Internet, soprattutto con la sua ultima fase evolutiva del Web 2.0 e del blogging, può consentire in termini di ROI politica. Passatemi quest'ultimo termine, ma sappiamo benissimo che non siamo lontani dalla realtà. Io investo soldi (e per la politica se ne spendono tanti, un mucchio, per le campagne elettorali), io creo strutture e mi doto di strumenti, io voglio risultati quantificabili e misurabili. …Continua »

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Social Network: il sociale più reale è virtuale?

Postato da Clyde in Analisi & Riflessioni, Economia, politica & società, Social Media e Web 2.0

La copertina della nota rivista Time, dedicata al personaggio dell'anno 2006, non lascia spazio a dubbi. C'è un computer con uno specchio al posto del monitor e una scritta gigantesca: YOU. Il personaggio dell'anno secondo il Time siamo noi.
Già, perchè la rivoluzione della comunicazione digitale, nel suo vertice più alto rappresentata da Internet e la rete, è giunta a un nuovo livello: siamo noi che produciamo i contenuti veicolati sulla rete, non più (o non solo) una casta di addetti ai lavori. Creiamo, non subiamo. O forse subiamo quello che creiamo autonomamente.
E' il cosiddetto Web 2.0: ora possiamo produrre tutti i tipi di contenuto multimediale (testi, foto, musica, video…) e comunicarlo condividendolo istantaneamente con il resto del mondo, attraverso quella miriade di siti Internet che consentono queste operazioni. …Continua »

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