A Paris, A Paris!

Postato da Clyde in On the Road, Vita da Clyde

paris pensiero
Quanno ce vo’, ce vo’. Il buon Clyde stacca la spina per qualche giorno e si tuffa nella Ville Lumière, alla ricerca di nuove energie e fonti di ispirazione. Che da fine Marzo c’è da pedalare il doppio. :-D Ci si sente Giovedì, se volete potete lasciare un messaggio dopo il bip. Biiiiip.

Photo Credits: Pensiero

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Sud 2.0

Postato da Clyde in On the Road, Sarcasmi, Vita da Clyde, W l'Italia

traffico 2.0
AVVISO: Questo post è qualunquista, generalista e pure un po’ perbenista. Astenersi finti fighetti intellettuali e gente che guarda Bruno Vespa.

Che poi uno parla di Social Network, di Web 2.0, di blog, di comunicazione digitale, di marketing non convenzionale, geeks, twitterate, facebookate, social media e tutto quanto.
Poi capita che prendi la macchina per andare da Roma a Campobasso a trovare tua cugina che ha avuto (combinazione) un bambino e che (combinazione) è conseguentemente pure tuo nipote. E nel viaggio che fai con la macchina ti capita di osservare nell’ordine:

1) Gente che ti fa (ancora) i fari abbaglianti dopo avergli (ancora) segnalato la coda davanti a te e non sapendo dove spostarti, perché quello davanti a te non gli passa minimamente per l’anticamera del cervello di spostarsi nella corsia di mezzo e dopo che (ancora) non ha capito che con il tutor che ti sta incollato al c**o non è carino andare a 190 Km/h

2) Gente che lavora all’Autogrill e che, dopo la tua mezz’ora di coda (assolutamente ferma) in religioso silenzio a una delle due casse, ti fa notare candida che avresti dovuto vedere che la cassa stessa era chiusa e che non è mica colpa sua se tutti quelli della fila non se ne sono accorti

3) Gente che (ancora) scrive messaggini al cellulare mentre effettua un sorpassino tranquillo tranquillo sulla sua destra

4) Gente che si accoda (ancora) come pecore all’unico casello per Contanti, quando ci sono 4 corsie per pagare con il Bancomat che ormai tutti hanno nel proprio portafoglio

5) Gente che ti fermi a un bar su una statale qualunque e ti squadra (ancora) come se fossi un rapinatore di vecchiette disabili, con (ancora) in mano i bianchini e le birre alle 10 del mattino e il barista che ti guarda male se gli chiedi del cesso

E allora mi chiedo. Ma non è che, pure se c’affanniamo tanto, pure se facciamo quelli avanti, quelli aggiornati…ma se non ci cambiamo la testa resteremo sempre la solita Italia?

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Trentenni in viaggio

Postato da Clyde in Analisi & Riflessioni, On the Road, Vita da Clyde

Cuba Claudio Vaccaro PhotoNon c'è niente da fare, il viaggio ti rimette a posto. Leggo il testo della canzone della frangetta e penso a come siamo (siamo, siamo, mi ci metto anche io, tranquilli) totalmente schiavizzati dagli oggetti e dalle consuetudini. Totalmente assorti nel mondo che ci siamo costruiti (o ci hanno costruito?) e in cui ci sentiamo bene perchè sembra di avere tutto sotto controllo. Pedine perfettamente funzionanti, ingranaggi oliati che girano senza un perché apparente. Consumiamo cose, consumiamo noi. Ci diamo immagini di nicchia, facciamo quelli sopra le righe. E invece siamo dentro le righe più degli altri. Poi vai in un posto a diecimila chilometri dai loft, dall'indie rock e dal messenger e ti senti per forza stupido. Come puoi pensare allo Ied e a Brera quando un settantenne prende sua moglie e la fa roteare per strada al ritmo di una salsa che smuoverebbe pure quel legno di Liuk? Come fa a mancarti il sex-appeal inorganico del Machintosh e degli I-Pod quando vedi partite di baseball in strada con bastone e un tappo di bottiglia immaginata palla? Dimentichi l'esigenza impellente di comunicare tutto a tutti. Siamo diventati broadcast, siamo delle radio che trasmettono, non ascoltiamo più nulla. E invece là comunichi con una persona per volta. Scopri le vite che stanno dietro alla gente. Parli e ascolti. Inizi quasi a sentirti bene, liberato dalle sovrastrutture. Forse salvi il cellulare, l'unica àncora di "salvezza". Ti rendi semplicemente conto che staremmo bene con la metà delle stronzate che ci riempiono il tempo e ci svuotano le tasche. Per carità. Non che sia invidiabile un posto dove ti interrogano se ti scappa di dire che il capo è un po' biricchino. Dove compili un mese di carte bollate per sperare di farti due mesi fuori dall'Isola, a vedere il mondo. Però i sorrisi dicono tutto a volte. I bambini di qui non sorridono, si incazzano. I bambini di là giocano per strada. Le donne sono donne. Mica uomini. Il cibo è povero ma sa di cibo, non di glutammato di sodio e genetica spicciola. E' più facile dare il peso giusto alle cose quando i riferimenti crollano. Non c'è niente da fare, il viaggio ti rimette proprio a posto. Ah, dimenticavo: qualcuno sa che danno domani allo spazio Oberdan? Le mie foto di cuba stanno su Flickr. :-)

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The World is enough (ad averci tempo)

Postato da Clyde in On the Road

Io sono uno di quelli che a vedere il planisfero, gli viene l'ansia.
Sono letterlmente posseduto da un'insana smania di vedere tutto ciò che
è lontano dal punto in cui sono in questo momento, tanto che mi faccio
prendere dallo sconforto. Quant'è grande il mondo? Quanti sono i posti
da vedere prima di lasciarlo? Molti, troppi. Lo so, si rischia di fare
turismo irresponsabile e "consumistico".
Ma ognuno di noi è
diverso, non dobbiamo per forza piacere al prossimo. Io attualmente
privilegio la velocità. Voglio vedere tutto quello che posso. Al
villaggio preferisco il camper, alla settimana di mare preferisco il
week-end itinerante, all'hotel a 5 stelle preferisco zaino e via.
Abbiamo una sola vita e sprecarla in un solo posto quando ne posso
vedere tanti è intollerabile per me. Quindi viva l'on the road, ovunque
e comunque. Con la mia fida macchina fotografica in mano, sempre in viaggio, per
documentare le emozioni che mi arrivano addosso insieme al vento del
mare.
Ma ora fatemi correre, per dio, che ho il traghetto per Koh Phangan.

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